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Friday, May 26, 2006

UN GRANDE PATRIMONIO ITALIANO DA CONOSCERE E SALVARE: IL GATTINARA D.O.C.G.


Uno dei vitigni più conosciuti, fra i tanti che piacevolmente infestano il territorio italiano, è senza dubbio il nebbiolo. Nessuna cultivar, più di questa, è il simbolo della tradizione vitivinicola di una Regione di grande prestigio: il Piemonte. Sono difatti molti i vini D.O.C. e D.O.C.G. che si ottengono dal nebbiolo, in Piemonte e non solo. Ma se il "barolo" ed il "barbaresco" sono famosi e riconosciuti da tutti, ne esistono altri meno importanti in quanto a fama, ma sicuramente molto significativi per caratteristichedi qualità e tradizione. Tra questo vorrei spendere due parole in favore di un vino che ritengo tra i migliori rossi al mondo, nato in un territorio particolare, nell'area pedemontana degradante dal massiccio del Monte Rosa, dove tra bellissime colline prospera la vite, dove le tradizioni si perdono nei secoli. In questo ambiente incantato nasce il Gattinara D.O.C.G.
La zona di produzione è ristretta al solo territorio del Comune di Gattinara, in provincia di Vercelli e, come prescrive il disciplinare di produzione, deve essere prodotto per almeno il 90% da uve appartenenti al vitigno nebbiolo, caratterizzato dall' avere bacche nere medio-piccole, grappolo medio-grande di forma piramidale, con acini piuttosto fitti. Prevede una lavorazione attenta e lunga, con un periodo di invecchiamento di almeno tre anni (quattro per la tipologia "riserva").
I vini di questa denominazione presentano caratteristiche molto interessanti, in quanto reggono molto bene ai lunghi invecchiamenti, presentando possibilità di evoluzione sorprendenti, tanto che molti autori suggeriscano di consumarlo non prima di otto-dieci anni dalla vendemmia. Presentano all'olfatto un ampio spettro di sensazioni, che vanno dal floreale alla liquirizia, con sentori che talvolta possono ricordare il sottobosco o il cuoio. Il sapore è asciutto e persistente, con un giusto equilibrio tra i tannini ed una piacevole e caratteristica acidità. L'abbinamento migliore è con le carni rosse e la selvaggina a pelo molto elaborata, avendo cura di stappare le bottiglie almeno due ore prima del servizio.

Nei miei post, è mia consuetudine fare riferimenti alla storia dei vini ed all'origine degli stessi, come non manco mai di citare tra tutti i produttori quelli che hanno suscitato in me particolare fiducia ed interesse e ne di menzionare i prezzi e le caratteristiche di alcuni prodotti (nel caso del gattinara se ne possono trovare di eccellenti a 15-25 euri). In relazione a questo vino ho però un grande affetto e nutro una grande apprensione per il suo futuro.
Difatti, con sempre minore frequenza riesco a trovare il gattinara nei supermercati, raramente ne sento parlare, le sue storiche bottiglie dalla forma fantasiosa sono sempre meno oggetto di discussione. Bisogna togliere dall'oblio questo vino, simbolo di un territorio ricco di storia. Territorio ora alle prese con una notizia preoccupante, riguardante la sua prossima possibile esplorazione petrolifera. Spero che gli interessi di pochi non soffochino l'economia locale e che non pregiudichino il futuro di questo gioiello dell'enologia mondiale.

Mi permetto quindi di dire a tutti che il nostro dovere sia quello di difendere il gattinara, conoscendolo meglio ed apprezzandolo. Beviamolo perchè è un sorso di cultura, beviamolo perchè deve vivere e prosperare come merita. Beviamolo perchè è davvero unico e fantastico, una scoperta che vi renderà entusiasti.

Allora cosa dire? Buona Salute a Tutti, Pierluigi Salvatore.

Nelle foto: grappoli del vitigno "nebbiolo", vigneti nel Comune di Gattinara (VC), bottiglia di vino gattinara del 1973.

6 comments:

Terence Hughes said...

Ottimo articolo. Il primo Nebbiolo che bevvi (ormai 35 anni fa) fu un Gattinara (Travaglini?) e ne ho bevuto piu' recentemente. E' un giallo--come mai viene trascurato questo vino dagli enopassionati d'oggi? Un vero peccato.

Forse l'associazione DOC dovrebbe spendere di piu' perche' i winewriters stranieri ne scrivano e ne diano 90+ punti. Certo questo vino e' elegante e non eccessivamente fruttoso, percio' non si spicca alle degustazioni da 200 vini (mostruoso questo "sviluppamento"!).

Forse quest'articolo sollevera' anche se un pochino l'accorgimento generale di un bel vino italiano!

pierosalvatore said...

Sono d'accordo con te. Probabilmente esiste un problema a monte: il gattinara viene prodotto nel territorio di un solo Comune, quindi la quantità prodotta non è alta. Da cio, visibilità e peso politico non determinante.
Per quanto riguarda il tuo primo gattinara di 35 anni fa, è possibile che si trattasse di Travaglini...ricordati, se la bottiglia era storta e strana sicuramente era di Travaglini. Prodotto magnifico!!

danielad said...

Ho scoperto oggi il tuo blog e mi interessa molto, forse le mie conoscenze in fatto di vino aumenteranno un po'.
Daniela.

pierosalvatore said...

Grazie Daniela!! Cercherò di fare del mio meglio!!

cantinecrola.it said...

Ma un bel post sul Nebbiolo delle colline novaresi? ;)

pierosalvatore said...

Mi sa che hai colto nel segno. Dovrò venire a trovarvi!!