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Monday, May 22, 2006

DAL CUORE DELLE MARCHE UN GRANDE GIOIELLO: LA VERNACCIA DI SERRAPETRONA D.O.C.G.


Il mondo enologico è bello perchè manifesta una grande variabilità, riassume la perfezione del caos, sancisce la pari dignità tra le regole e le numerosissime eccezioni. E' bello perchè da buoni risultati solo se l'uomo è in perfetta sinergia con la natura.
Nel maceratese esiste una realtà nella quale la natura è stata generosa e gli uomini sono stati geniali. Questa realtà è rappresentata dal comune di Serrapetrona e dal suo immediato circondario. Il frutto di questo comprensorio è un prodotto meraviglioso: la Vernaccia di Serrapetrona D.O.C.G., nelle tipologie "dolce" e "secca".

E' un vino spumante naturale del tutto singolare, ottenuto dal vitigno a bacca nera omonimo (vernaccia nera). E' difatti l'unico in Italia (e che io sappia al mondo) a subire ben tre fasi di fermentazione.

Al momento della vendemmia una parte delle uve (almeno il 40% del totale, come previsto dal disciplinare di produzione) viene appesa su appositi fili e destinata all'appassimento, mentre la restante parte viene lavorata subito ed avviata alla prima fermentazione. Dopo circa due mesi, l'uva appassita viene pigiata ed il mosto ricavato viene unito a quello precedentemente fermentato. L'aggiunta di questo nuovo mosto fa avviare la fermentazione per la seconda volta. Processo che continua per la terza ed ultima fase in autoclave (ovvero in condizioni di temperatura e pressione controllate) al fine di ottenere la cosiddetta "presa di spuma o pris de mousse".

Questo complesso metodo da me brevemente descritto sembrerebbe quasi il frutto di una mente a dir poco bizarra. In realtà è la conseguenza della situazione agronomica e culturale dell'area in oggetto. In questo territorio, fino agli anni'50 del secolo scorso, le viti erano coltivate in consociazione con le piante arboree (le piante ad alto fusto fungevano da sostegno vivo), con potature lunghe, rese elevate ma, di contro, basso tenore zuccherino delle uve. Per ovviare a questo problema, i contadini pensarono di appassire una parte delle uve per 2-3 mesi, pigiarle (approssimativamente nel mese di dicembre) e miscelare il mosto ottenuto con quello gia quasi del tutto fermentato. A questo punto, la fermentazione del vino proseguiva a rilento, quasi silente, anche a causa delle basse temperature, tanto da continuare anche dopo la messa in bottiglia, provocandone la naturale effervescenza. Il risultato venne subito apprezzato, la fama si sparse nei paesi vicini, le persone affluivano a Serrapetrona per acquistarne alcune bottiglie, le quali, per la scarsa presenza tecnologica, avevano riuscite imprevedibili: potevano contenere vino per nulla frizzante, spumante o, addirittura, capitava che esplodessero durante il trasporto!!

Oggi la tecnologia ha eliminato tutte queste romantiche ancorchè spiacevoli evenienze, razionalizzando e mettendo in opera nelle migliori condizioni quello che le tradizioni hanno insegnato, permettendo la commercializzazione di prodotti dal grande prestigio. Vini spumanti dal fascino rurale ed antico, da scoprire, da gustare. Semplicemente..da bere!

Non sono molti i produttori della Vernaccia di Serrapetrona (19 aziende iscritte, con una superficie vitata complessiva, aggiornata alla vendemmia 2004-05, di circa 68 ettari), tutti di buona qualità e rispettosi delle tradizioni.
Tra questi però non posso non ricordare un mito legato a questo prodotto, l' Azienda Agraria Alberto Quacquarini di Serrapetrona. E' un vero specialista della vernaccia, che produce nelle tipologie "dolce" e "secca", utilizzando le sole uve di produzione aziendale. Realizza inoltre altri piccoli capolavori della tradizione maceratese, come i torroni e le famose ciambelline impastate con la vernaccia.
Questo vino si presenta di colore rosso rubino limpido. Particolare l'effetto alla mescita, in quanto produce un'abbondante spuma di colore tendente al rosa. Il profumo è tipicamente vinoso, delicato. La tipologia amabile ha un retrogusto amarognolo molto piacevole ed è il compagno ideale della pasticceria secca, specie se farcita da confetture di frutti di bosco, mentre la tipologia secca si accompagna divinamente a salumi e formaggi. Nella zona di produzione viene spesso consumata, in campagna, nelle colazioni di metà mattinata a base di formaggi e ciauscolo.

Quanto costa? Possiamo trovarlo in enoteca ad un prezzo di circa 12 euri.
Allora cosa dire? Buona Salute a tutti!! Pierluigi Salvatore.

Nelle foto: vigneto nel Comune di Serrapetrona (MC), grappoli di vernaccia nera sottoposti ad appassimento, bottiglia di vernaccia secca dell'Az.Agr. Alberto Quacquarini.

6 comments:

Terence Hughes said...

Molto interessante il vino e la descrizione che ce ne dai. Ma come la maggior parte degli Americani, il vino rosso spumante io non lo trovo attraente, neanche l'idea di esso. E' davvero popolare in Italia? E la tendenza del mercato, e' positivo o negativo, quanto al volume/valore delle vendite?

pierosalvatore said...

Il tuo commento stimola ad una riflessione molto attenta, di carattere storico, antropologico e culturale. Anche in Italia, Paese fortemente legato alla cultura del vino, il consumo degli spumanti rossi è di gran lunga minoritario, a tal punto che alcuni consumatori si meravigliano sentendo parlare dell'esistenza di spumanti rossi.

In Italia il consumo popolare di bollicine è legato a festività e compleanni (mi riesce difficile riuscire a convincere le persone sulla possibilità di bere spumante a tutto pasto). In tali consuetudini prevale probabilmente una questione estetica (e forse poco coraggiosa), ritenendo lo spumante bianco più "chic".

Esiste comunque, con il grande avvicinamento dei consumatori al mondo del vino in tutte le sue forme, un risveglio degli spumanti rossi. Per esempio è sempre più apprezzato, specie tra i giovani, il brachetto d'Aqui spumante (ottimo).
In termine di volume e valore delle vendite rimangono preponderanti, comunque, gli spumanti bianchi, come ad esempio l'Asti docg ed i prosecchi di conegliano e valdobbiadene.
Comunque mi permetto di consigliarti, la prossima volta che vieni in Italia, di farti un giretto a Serrapetrona (da Pescara ci arrivi in meno di 2 ore). Poi mi dirai che anche lo spumante rosso è attraente!! Grazie e Buona Salute!!

RoVino said...

Magari la prossima volta vedi se trovi più interessante come riferimento l'enciclopedia di lavinium :)
http://www.lavinium.com/enciclopedia/enciclop.shtml#prise
Ciao e continua così.
Rob

pierosalvatore said...

Effettivamente il link che mi suggerisci spiega molto meglio il processo di presa di spuma. Grazie per il suggerimento e Buona Salute!!

Terence Hughes said...

Grazie a voi due. Sara' interessante provare questi vini. Ho l'idea che il mio compagno, che ha "il dente dolce," come diciamo, amera' gli spumanti rossi. Anche se secchi, hanno forse un carattere "festoso", suggerendo la dolcezza (?).

Anonymous said...

Ciao Pierluigi, non male come post nella descrizione del vino spumante, però ti devo riprendere su una cosa. Essendo del posto conosco assaggio e ho assaggiato tutti i prodotti di Vernaccia di Serrapetrona delle varie cantine.La cantina Serboni non regge confronto, in particolare le riserve Ripanè per la dolce e I Serboni per la secca, te le consiglio di assaggiarle. Non male anche il vino Serrarosa della cantina dei Colli di Serrapetrona. In fine anche la cantina Colleluce produce della buona vernaccia. Però se devi andare su livello della qualità ti consiglio Serboni. Secondo me per poter parlare bene di una persona/azienda bisogna confrontarla no mettere li il nome perché solo è la più conosciuta visto che ha una produzione industriale. In questi settori bisogna guardare la qualità! Scusami se sono stato in parte scortese. Buona giornata